sbrigliare
v. tr. [der. di briglia, col pref. s- (nel sign. 4), in contrapp. a imbrigliare] (io sbrìglio, ecc.). – 1. a. Lasciare andare, lasciare correre liberamente, senza più il freno delle briglie; quasi sempre in senso fig.: s. l’estro; s. la fantasia; Girella (emerito Di molto merito), Sbrigliando a tavola L’umor faceto, Perdé la bussola E l’alfabeto (Giusti). b. Nel rifl., liberarsi da ogni freno, sfrenarsi: vena poetica che si sbriglia; riferito a persona, lasciarsi andare a un comportamento libero e incontrollato: lasciamo che questi ragazzi si sbriglino un po’! ◆ Part. pass. sbrigliato, anche come agg., libero dal freno delle briglie: un cavallo sbrigliato, o che si è dato a una corsa sbrigliata; più spesso in senso fig., libero da ogni freno: fantasia, immaginazione sbrigliata; meno com. di persona, eccessivamente vivace, senza misura né ritegno: un ragazzo sbrigliato.
Siamo diverse, eppure qualcosa ci tiene legate: forse la passione per la scrittura creativa… o perché siamo mamma e figlia?!
Elena
Copywriter e fotografa; nel mio lavoro ho imparato che tutto può essere trasformato in storia e si può comunicare con qualsiasi strumento, pur senza dire una parola!
Romanzo moderno preferito: Italo Calvino, Ti con zero
Un classico che tutti dovrebbero leggere: Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Grey
Citazione che ti ispira: “so di non sapere”, Socrate
Parola che usi più spesso: banalmente, usata spesso con ironia
Parola che odi di più: cultura, una parola che appesantisce qualsiasi contesto e non ha sinonimi più digeribili!
Personaggio letterario più curioso: Avvocato Azzeccagarbugli nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni
Testo della canzone più sovversivo: Gianna di Rino Gaetano
Sceneggiatura da pelle d’oca: Il favoloso mondo di Amelie, Jean-Pierre Jeunet
Il miglior posto dove leggere: al mare, sotto l’ombrellone
Cinzia
Una vita fa facevo tutt’altro mestiere; in questa vita ascolto ‘a poro aperto’ per poi tradurre ogni sfumatura di sensazioni, fatti narrati ed emozioni in parola
Romanzo moderno preferito: John Steinbeck, La valle dell’Eden
Un classico che tutti dovrebbero leggere: Pedro Calderòn de La Barca, La vita è sogno
Citazione che ti ispira: “Superba è la notte, quando cadono gli ultimi spaventi e l’anima si getta all’avventura.”, Alda Merini
Parola che usi più spesso: indovare, e i miei figli mi prendono sempre in giro
Parola che odi di più: resilienza: va tanto di moda! Ma come amarla se nel suo significato oggi attribuitole di ‘adattamento’ c’è insito il concetto di ‘rassegnazione’?
Personaggio letterario più curioso: Lila, in L’amica geniale di Elena Ferrante
Testo della canzone più sovversivo: Fischia il vento di Felice Cascione (nome di battaglia Megu)
Sceneggiatura da pelle d’oca: Zabriskie Point, Michelangelo Antonioni
Il miglior posto dove leggere: a casa mia, sul divano ormai troppo vissuto
